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Home Categorie Versione B Viti - Vinicola - Olearia Olii estratti con solventi e sottoprodotti
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27° Seminario: AFFIDAMENTO INCARICO

Corso specializzazione TECNICA della PERIZIA GIUDIZIARIA

MESTRE - VENEZIA

Sabato 26 maggio 2012  ore 9,30 - 13,30

INFORMAZIONI generali e SCHEDA di ADESIONE

Olii estratti con solventi e sottoprodotti Stampa E-mail

Le sostanze grasse sono presenti nelle cellule vegetali o animali, e sono sempre accompagnate da una matrice proteica che le supporta; i semi contengono sostanze grasse, come riserva di energia disponibile per la riproduzione, ma solo alcuni le contengono in quantità così elevata da essere utilizzabili per l'estrazione. I processi tecnologici di estrazione sono raramente semplici, più spesso rappresentano una successione di operazioni la cui complessità dipende dalla morfologia della materia prima.

L'invenzione della pressa idraulica (Braham, 1795), della pressa meccanica a vite (Anderson, 1900) e l'impiego di solventi volatili (Deiss, 1855) hanno permesso di sviluppare l'industria olearia. In linea indicativa, l'estrazione meccanica viene operata su semi contenenti materia grassa (MG) in quantità superiore al 20% (ad esempio per colza e girasole, che sono caratterizzati da contenuti iniziali di MG di circa il 40%) e consente di arrivare fino al 10-15 % residuo, mentre per valori inferiori si procede con quella chimica. Gli oli estratti con i solventi, prima di essere commerciati per scopi alimentari, richiedono una raffinazione che, quasi sempre, comprende trattamenti di demucillaginazione, deacidificazione, decolorazione, deodorazione e demargarinazione.

I solventi utilizzati sono:

  • esano;
  • benzina solvente;
  • trielina (tricloroetilene);
  • solfuro di carbonio;

In linea generale, un aumento del potere solvente è accompagnato da un peggioramento delle caratteristiche dell'olio. Esempio: la trielina (tricloroetilene) consente, da un lato, di migliorare il potere estrattivo e dall'altro di lasciare maggiori residui di composti insolubili in etere. È evidente che queste problematiche interessano la produzione di olio alimentare, per la quale oggi è preferito l'esano, in quanto non è corrosivo e la tossicità risulta limitata. Il tricloroetilene, invece, viene impiegato nel caso in cui sia necessario l'impiego di prodotti non infiammabili e la qualità del prodotto sia trascurabile.