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In Italia fino agli anni sessanta l’allevamento del conoglio era del tutto marginale, di tipo rurale, l’utilizzo era prettamente di tipo familiare, destinato al soddisfacimento dei bisogni primari. Solo a partire dagli anni ottanta l’allevamento del coniglio è diventato di tipo manageriale con la nascita di vere e proprie aziende specialistiche. Infatti, negli ultimi anni è notevolmente cresciuta la quantità di carne prodotta passata da 1.392.000 quintali nel 1975 a 2.344.000 quintali nel 1995 per crescere ulteriormente in questi ultimi anni, anche a causa dell’ Encefalopatia Spongiforme Bovina (BSE), dell’Aviaria ma, soprattutto, per l’aumento della domanda di carne da parte dei consumatori. La carne infatti, è di ottima qualità, ricca di proteine e povera di grassi soprattutto di colesterolo. Oggi l’Italia è il primo Paese al mondo per la produzione di carne di coniglio, seguono Francia, CSI ex Urss, Cina, Spagna, etc.. Il numero di capi di conigli allevati in Italia supera i 90.000.000.
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